Comitato Territoriale

Imola Faenza

La denuncia per abusi edilizi all’Ortignola è infondata. Il Tribunale archivia il procedimento

La segnalazione inviata dal Comune di Imola alla Procura della Repubblica, con cui si ipotizzavano abusi edilizi a carico di Deai s.r.l. e della sua amministratrice Paola Lanzon in relazione ad alcuni manufatti e box esterni dell’impianto Ortignola, si è conclusa con un decreto di archiviazione da parte del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna.
Il Gip ha accolto integralmente la linea difensiva, ritenendo infondata la notizia di reato: «È emerso che alcune opere sono state regolarmente assentite, altre non avevano necessità di autorizzazione alcuna (…), altre ancora - i box prefabbricati sono di proprietà comunale ed assentite come opere temporanee o stagionali».
In altre parole, ciò che era stato presentato come un presunto abuso del gestore era in parte pienamente conforme e in parte riconducibile addirittura alla proprietà pubblica.
Per Deai, che da anni denuncia vizi costruttivi, mancate manutenzioni straordinarie e l’assenza di un collaudo tecnico-amministrativo regolarmente perfezionato sull’impianto Ortignola, questo procedimento penale si è rivelato per quello che era: un tentativo di spostare l’attenzione dal cuore del problema.
«Mentre noi chiedevamo collaudi, manutenzioni e interventi seri sull’impianto - dichiara Paola Lanzon, amministratrice di Deai s.r.l. -, il Comune, su segnalazione di Ortignola S.r.l., ci ha accusato di presunti abusi edilizi che non ci appartenevano, segnalando la vicenda alla Procura della Repubblica. Oggi un Giudice dice con chiarezza che quella strada non stava in piedi. È un boomerang istituzionale: si è tentato di trasformare in colpevole chi da dieci anni tiene aperto un servizio pubblico».
La vicenda conferma un doppio piano di responsabilità politica e amministrativa: da un lato, un impianto pubblico costruito con soldi dei cittadini e lasciato ammalorare; dall’altro, un’amministrazione che, invece di affrontare i vizi accertati da una consulenza tecnica del Tribunale, ha scelto la strada del sospetto e della delegittimazione del gestore.
«Questa archiviazione non chiude il quadro - aggiunge Lanzon -, lo chiarisce. Dimostra che non siamo “quelli che fanno abusi”, ma quelli che hanno deciso di portare alla luce, anche davanti ai giudici, ciò che non ha funzionato nella progettazione, nella realizzazione e nella vigilanza sull’impianto. Ora nessuno può più usare questa vicenda come arma contro di noi».
Come già accaduto in passato, ci aspettiamo in questa fase altri attacchi strumentali e trasversali. Ma, esattamente come è accaduto in passato, andremo avanti sulla nostra linea: quella della legalità, della trasparenza e della tutela del bene pubblico.
Deai s.r.l. proseguirà nelle azioni già avviate in sede civile e contabile, a tutela del bene pubblico Ortignola, dei lavoratori e degli utenti, riservandosi ogni ulteriore iniziativa a difesa della propria reputazione per segnalazioni rivelatesi infondate.
Perché un impianto sportivo costruito con denaro pubblico merita collaudi veri, manutenzioni serie e responsabilità chiare. Non scorciatoie giudiziarie usate come strumento di propaganda.

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